domenica 30 settembre 2018

andiamo a Modena e Bologna...

Ottima destinazione per un week end autunnale, Modena e Bologna, queste due città della pianura Padana, il centro di una dista circa 45 km da quello dell'altra, oltre a se stesse offrono una serie di opportunità da cogliere in un raggio d'azione di pochi km.
il maiale GIGI
Il maiale Gigi
Proprio per poterle visitare entrambe abbiamo scelto di dormire a metà tra le due ovvero all' agriturismo Atelier dei tortelloni dove siamo stati calorosamente accolti da Michele, dal suo staff e dai sui simpatici animali (il cavallo, il cane, i coniglietti e il più simpatico di tutti, il maiale Gigi). Il posto è immerso nella campagna, deve piacere il genere e si deve essere muniti di un mezzo prorpio per gli spostamenti, è semplice, pulito e accogliente e soprattutto fanno dei tortelloni strepitosi.
Per la nostra permanenza, di tre giorni appena, avevamo una lunga lista dei desideri, preferisco avere molte opzioni piuttosto che rischiare di trovarmi impacciata non sapendo come occupare il tempo e poi è bello avere dei programmi da stravolgere.
Prima giornata: Modena, la città è relativamente piccola, siamo riusciti a trovare un parcheggio per l'auto a ridosso del centro e di conseguenza ci siamo mossi a piedi prendendo spunto dai preziosi consigli di Stefania e il suo www.mymodenadiary.itCome consigliato da lei ci siamo goduti la passeggiata sotto i portici che conducono al centro, abbiamo gustato un ottimo caffè con gnocco fritto al Caffè del Collegio, ci siamo accodati alla guida di una scolaresca in gita per visitare il Duomo da cui oltre a interessanti informazioni sulle opere che arricchisnoo la chiesa abbiamo appreso qualche curiotà, come la presenza di un osso di balena per molto tempo ritenuto un osso di drago, ben visibile sulla porta Regia sul lato meridionale del Duomo dietro alla statua di San Geminiano.
Terminata la visita abbiamo goduto della bellezza di Piazza Grande, abbiamo vagato per le vie del centro guidati dall'isitinto. Per il pranzo abbiamo cercato il locale consigliato da Stefania dove gustare le tigelle, dopo aver scartato La Boutique del Tortellino per non replicare la cena della sera precedente,  ma trovandolo ancora chiuso abbiamo optato per un giro al Mercato Storico Albinelli, lo storico mercato coperto del centro, che non solo vende ogni ben di Dio, ma è dotato di tavolini per consumare gli acquisti in loco e così abbiamo fatto.
Passeggiando in relax siamo arrivati a Piazza Roma dove l'antico Palazzo Ducale è ora sede dell'accademia Militare, il palazzo è visitabile, ma occorre prenotare, ci sono anche delle giornate in cui è possibile assistere all'alza bandiera con i cadetti schierati, qui trovate alcune info.
A Modena si trova anche il Museo Ferrari, costruito accanto all'officina in cui lavorava il papà di Enzo ed alla casa natale dell'ideatore del cavallino rampante, immobili venduti in passato per far fronte ad investimenti in seguito riacquistati. Abbiamo scelto di non visitarlo preferendo andare poi a Maranello, più che altro per questioni di tempo, anche perchè è possibile avere una riduzione sul biglietto d'ingresso acquistandolo per entrambe i musei ( sul sito si trovano tutte le informazioni). La grande calotta gialla, colore della città oltre che  sfondo dello scudo Ferrari,  chiamata "cofano", per la forma che richiame le sportive di altri tempi, posta accanto alle storiche officine, sembra sottolineare la visione futuristica di Enzo supportata dalle fatiche del padre Alfredo.
Per gli appassionati segnalo a poca distanza lo Showroom Maserati visitabile gratuitamente e appena rivisitato, con numerosi modelli esposti,  la cosa più emozionante però è stata veder entrare ed uscire dal cancello dello stabilimento le auto cammuffate in partenza o in ritorno da giri di prova.
In provoncia di Modena siamo stati anche al Museo del balsamico tradizionale di cui ho ampliamente parlato in un precedente post, lo abbiamo trovato estremamente affascinante, ci sarebbe inoltre piaciuto molto visitare la Casa Museo Luciano Pavarotti, ma non ne abbiamo proprio avuto il tempo.
Le tigelle alla fine le abbiamo mangiate a cena alla Trattoria del Giardinetto, in Piazzale Paolo Boschetti, vicina al teatro Pavarotti, devo dire che ci sono piaciute molto oltre ad averci "salvato" la cena, purtoppo i due primi scelti perchè impreziositi dall'aceto balsamico ci hanno un po' delusi, arrivando dalla visita al Museo avevamo grandi aspettative mentre hanno scelto di abbondare con un aceto che non rendeva onore alla tradizione locale.
Seconda giornta: siamo stati a Bologna, anche qui abbiamo seguito delle indicazioni preziose questa volta a guidarci è stata Nicole di www.viaggiareunostiledivita.it, lasciata l'automobile in un parcheggio a pagamento vicino alla stazione ferrroviaria ci siamo lasciati guidare dall'itinerario proposto.
All'inizio di Via Indipendenza abbiamo trovato un noleggio di biciclette, l'idea di pedalare per la citta' ci intrigava parecchio e ci siamo informati, ma i 32€ previsti per 4 biciclette, per mezza giornata, ci hanno fatto desistere, considerando anche la necessità di parcheggiarle sovente per compiere le visite, l'idea in ogni caso ci è piaciuta qui trovate tutte le informazioni che li riguadano  www.dynamo.bo.it.
L'itinerario suggerito è risultato interessante e ben studiato, ci siamo goduti la passeggiata sotto i portici fino a raggiungere Piazza Grande, che è davero grande, dopo un caffè in uno dei bar e un giro all'uffico turistico per avere una cartina della città l'abbiamo ammirata con clama.
La fontana di Nettuno, il Palazzo Re Enzo, la Basilica di San Petronio, la biblioteca Salaborsa con il suo affascinate interno, l'esterno era in ristrutturazione, gli scavi visibili tramite il pavimento e in più un allestimento, credo temporaneo, su alcuni bolognesi protagosti della resistenza durante la seconda guerra mondiale,  con una fotografia e un racconto di poche righe, veramente significativi.
Ovviamente la nostra visita non poteva escludere la Torre Grisenda e la più nota e alta Torre degli Asinelli, purtroppo quello che non sapevamo è che la biglietteria un tompo posta alla base della torre ora è chiusa e che i biglietti per salire vanno acquistati on line biglietti Torre oppure si può accedere se si è possessori della Bologna Card. Essendo già stati venduti tutti i biglietti per l'oario che interessava a noi, le abbiamo guardate da basso scoprendo la leggenda legata al nome. la Torre degli Asinelli la sua leggenda.
Anche per il pranzo avevamo pensato di seguire il consiglio proposto nel blog, ma deve essersi sparsa la voce, il locale di per se non molto grande era gremito di gente, la fila era in strada e si parlava di circa un'ora di attesa, ci siamo arresi ed abbiamo optato per un panino con la Mortadella comprato in una panetteria li vicino e consumato su di una panchina. Pensavamo di goderci la cucina bolognese a cena prenotando in una trattoria tipica scelta tra quelle viste nel programma Quattro Ristoranti, ma anche chiamando nel primo pomeriggio non abbiamo trovato posto così abbaimo optato per finire il percorso e spostarci  a Fico Eataly world di cui ho gia' raccontato qui.
Tornando verso l'auto siamo passati da via Piella per cercare la finestrella rossa che affaccia sul canale delle Moline, un angolo che non ti aspetti che ci ha permesso di percorre le vie del centro meno note.
Terzo Giorno: L'ultimo giorno lo abbiamo dedicato ai motori, siamo stati a Maranello, di cui racconterò in un post dedicato, lo abbiamo scelto perchè la Ferrari e la passione di mio papà e la sta trasmettendo a mio figlio, anche se volendo avremmo avuto ampia scelta, tra Pagani e Lamborghini  che siamo passati a salutare "da fuori" e Maserati di cui abbiamo visitato lo showroom. Posti magici per gli appassionati e storie di uomini e di sogni per tutti gli altri.
Mi sono dilungata un po', ma ci sarebbe molto altro da dire e da vedere, magari prima o poi tornerò....

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