sabato 30 giugno 2018

Andiamo sotto Camerano


cameranoSe non amate visitare città e paesi sotto il sole quando fa caldo, ho una proposta interessante da farvi, andate a Camerano. Si trova nelle Marche in provincia di Ancona, alle spalle delle spiagge affollate dell'Adriatico, questo paese ha una copia di se stesso scavata nel sottosuolo, mi spiego meglio. Camerano sorge su una collina dietro il monte Conero, questa collina di arenaria ha consentito alle popolazioni che man mano hanno abitato qui di scavare nella roccia un labirinto di cunicoli e stanze. Inizialmente si pensava venissero usate come cantine o simili, con il tempo si è compreso che fornivano un buon modo per proteggere persone e beni dai pericoli che insidiavano il paese. 
cunicoli grotteDal 2008 una parte di queste grotte è aperta al pubblico e resa visitabile tramite un' affascinante tour con tanto di guida. Il prercoso aperto si sviluppa per circa 3 km, non ha particolari difficoltà, ma ci sono parecchie scale da fare e in alcuni punti si raggiungono i 20 m di profondità. Per scoprire questo tesoro sepolto si parte dalla biglietteria sita in Piazza Roma 26: il consiglio è di prenotare, anche telefonicamente al n. 0717304018, specialmente nei  giorni di grande affluenza. Sul loro sito si trovano tutte le informazioni necessarie relative ad  orari e prezzi. Altro consiglio è di vestirsi in modo compatibile con la temperatura della grotta che staziona intorno ai 15°C (maglia o giacca leggera e magari scarpe chiuse).
Si entra, si scende in ampie e suggestive gallerie con insenature ai lati, ogni insenatura corrisponde alla casa soprastante, una sorta di camera destinata agli abitanti della casa in superficie. Le grotte non sono però solo questo, ci sono ampi spazi designati al culto o sale "riunioni" create senza lasciare nulla al caso, sono ricche di simboli scolpiti che riconducono ai proprietri e utilizzatori, decorazioni e fregi, anche la diffusione del suono ha un che di magico. 
fregi grotte cameranoNelle grotte ci sono i segni della presenza di acqua e vasche che la contnevano, resa potabile dall'arenaria, sfruttata tramite pozzi dal paese soprastante, ma anche  sapientemente sfruttata per l'utilizzo in tempo di pace di queste "cantine" particolari, per esempio per lavare le botti di vino calate vuote, lavate e riempite successimente.  
chiesa sotterranea
Non si sa con certezza quanto queste grotte siano state utilizzate, hanno resistito a terremoti e guerre con la loro solida struttura che sfida il tempo,anche durante l'ultimo conflitto mondiale hanno avuto un ruolo a difesa della popolazione con tanto di ospedale sotterraneo. Per fortuna ora oltre che alle visite turistiche, si offrono come location per suggestive serate letterarie o spettacoli teatrali: pochi giorni fa l'ultima rappresentazione dell' Inferno di Dante.
Qualcosa di simile lo si ritrova anche a Osimo, che noi non siamo riusciti a visitare, nel link si parla di biglietto convenzionato per l'ingresso ad entrambe i siti che potrebbe essere molto interessante. 
Per un assaggio di quanto raccontato è possibile fare un virtual tour, anche se devo ammettere che calarsi di persona in questo luogo è molto più emozionante. 
Camerano non è solo grotte, il palazzo Manciforte ha dei giardini molto interessanti, che essendo privati sono visitabili solo in alcune occasioni, la vicina Chiesa di San Francesco è invece accessibile, poi ci sono le fisarmoniche della Farfisa...ma di questo parleremo un'altra volta.

martedì 5 giugno 2018

andiamo a scoprire l'aceto balsamico tradizionale

Spilamberto, provincia di Modena è la sede del Museo dell' Aceto Balsamico Tradizionale, tutti conosciamo l'aceto balsamico, è famoso in tutto il mondo, in questo luogo si ha modo di conoscere l'aceto balsamico  TRADIZIONALE di Modena
La differenza c'è e direi che si sente, con il termine tradizionale si identifica un prodotto realizzzato secondo un severo protocollo che rispetta l'antichissima tradizione, utilizzando il mosto cotto delle uve locali, con l'ausilio una "batteria" di botti per l'invecchiamento, tanta pazienza e con le conoscenze tramandate dal passato.
domani andiamo a

tecnica di produzione dell'aceto balsamico tradizionale

Il museo  condivide la sede con la Consorteria associazione culturale nata allo scopo di sostenere, valorizzare, tramandare e promuovere la produzione dell'Aceto Balsamico Tradizionale, tradizione molto sentita e viva in questa terra.
La sede è a Villa Fabriani, antica dimora di una famiglia locale che ha tra i discendenti Pio Pacifico grazie al quale oggi conosciamo il "metodo" di produzione dell'oro nero modenenese.


La visita a questo museo è adatta a grandi e piccini, il percorso non è molto lungo, ma ben spiegato, entrando si viene invitati ad assistere ad una video proiezione della durata di circa 10-15 minuti (disponibile in diverse lingue) che illustra le lavorazioni non visibili all'interno di un museo: la vendemmia, la pigiatura e la cottura del mosto; questo breve contributo è il magico portale che ci introduce nella magia di questo prodotto.

Al termine della proiezione il percorso prosegue nelle suggestive sale della villa dove la guida spiega con chiarezza e precisione i vari passaggi, la funzione degli atrezzi esposti, utilizzati ieri e oggi (le differenze sono minime). 

Si prosegue poi al piano sottototetto dove si trova l'acetaia della consorteria, l'aceto balsamico infatti deve maturare nel sottotetto per viviere a pieno il clima modenese ovvero molto freddo in inverno e molto caldo in estate, clima capace di attivare le necessarie trasformazioni per far maturare di anno in anno il contenuto delle botti. 
In questa prestigiosa acetaia sono ospitate alcune batterie di proprieta' di sostenitori della consorteria, tra cui facilmente riconoscibili quelle di Slow Food e lo chef modenese Massimo Bottura.
Nella sala acanto è possibile degustare l'aceto di cui si è tanto parlato (previa prenotazione della visita), arrivati a questo punto ll'interesse sarà molto,  la tecnica di produzione e' stata spiegata con cura, la passione dei modenesi  per il loro aceto balsamico è ormai evidente e la consapevolezza del tempo necessario a fornire un prodotto di qualita' aggiungono curiosita' (minimo 12 anni, 25 per essere classificato extravecchio).
La differernza di acidità tra i due prodotti e' la cosa che più mi ha colpita così come le note dolci e delicate, altra cosa sorprendente è il colore ottenuto senza additivi di nessun tipo e questa è un'analisi da profana, che nulla ha a che vedere con quelle dei maestri assaggiatori.
La visita termina con la sala storica del museo, dove si trova la lettera che per la prima volta racconta in forma scritta il procedimento di produzione, si trovano inoltre varie bottiglie di balsamico antichissime e vari "TRANG"  ovvero contenitori in terracotta che una volta venivano usati per conservare l'aceto balsamico il tragno è ora il simbolo della consorteria.
Se vi serve un'occasione per decidere di entrare in questo mondo potete scegliere la  fiera di San Giovanni a fine giugno, durante questa festa viene decratato il vincitore del Palio del Balsamico tra tutte le famiglie che lo producono in casa, per uso personale.
Altra occasione può essere nel primo fine settimana di ottobre in cui si svolge mast còt  letteralmente mosto cotto, una festa legata alla cottura del mosto da cui tutto inizia.
Anche senza scuse una capatina la si può sempre fare, ci sono moltissime opportunita' per trascorrere delle giornate in serenita' nel modenese abbinabili ad una mezza giornata al museo.
Concludo condividendo una semplice, ma gustosissima ricetta che mi hanno consigliato durante la visita per portare in tavola un po' della ricchezza italiana.

PS: Acquistando l'Aceto Balsamico Tradizionale prodotto dalle batterie esposte nell'acetaia del museo si contribuisce al finanziamento di queste due associazioni e quindi a mantenere viva la tradizione, oltre che a deliziare il proprio palato.

domani andiamo ad Arquà Petrarca

Frencesco Petrarca ad Arquà Domani andiamo ad Arquà Petrarca Lasciata Montagnana al termine del blog tour di cui ho raccontato  qui ...

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